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La dentista del sorriso Cristina Santi: “Così aiuto l’Oasi e la Pediatria di Foligno”

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La dottoressa Santi dentista della solidarietà: “Raccogliamo fondi per acquistare un monitor multiparametrico per la Pediatria di Foligno”

Trasformare la visita dal dentista, solitamente uno spauracchio per tutti i bambini, in un gioco e in un momento di solidarietà, devolvendo parte del ricavato della prima visita all’associazione Oasi, per l’acquisto di un monitor multiparametrico per la Pediatria dell’ospedale San Giovanni Battista di Foligno. In questo è riuscita la dottoressa Cristina Santi, titolare del “Centro dentistico Cristina Santi”, arrivato a contare 15 dipendenti totali e cinque poltrone.

La collaborazione con l’associazione “Oasi”, quella che allieta i pazienti più piccoli dell’ospedale con la clowterapia, è partita la scorsa primavera quando, alle prese con il lockdown e quindi con l’inaccessibilità dell’ospedale, l’associazione era in cerca di idee e iniziative per continuare a fare del bene. Da lì è partita l’idea di Cristina: «Al paziente non costa niente ma così li rendiamo partecipi di un progetto positivo e per il bene comune», racconta Cristina, spiegando come ad ogni prima visita venga anche consegnato il “certificato del donatore”. L’obiettivo de l’Oasi è ambizioso e si punta a raggiungerlo entro maggio 2022.

 

La dottoressa Santi però è nota nel suo settore anche per aver inventato un nuovo approccio per i più piccoli allo studio dentistico. Nel suo Centro c’è infatti “Adalgiso, il coniglietto del sorriso”, un cartoon per alleggerire i bambini dalla tensione e dalla paura del dentista. “La clownterapia mi è sempre piaciuta – racconta Cristina – e ho portato anche nel mio lavoro l’approccio del sorriso e della gioia, per sconfiggere la paura”. Cristina Santi è specializzata in ortodonzia per bambini da più di 20 anni e, in tempi pre covid era solita anche organizzare momenti di gioco con truccabimbi o altre situazioni di divertimento. La pandemia e le regole ora impongono regole e attenzioni ferree, quindi il divertimento si è spostato sui libri, nella stanza dei giochi o, per esempio nell’ebook creato dalla dottoressa proprio nella fase di pandemia.

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